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“Divoriamo chilometri come fossero libri e libri come fossero chilometri.”

Siamo Diego & Samantha, appassionati di viaggi e affamati di avventura, probabilmente proprio come te che sei capitato dalle nostre parti. Da quando ci siamo conosciuti organizziamo viaggi in giro per il mondo studiando itinerari e rotte su Internet, scovando i periodi migliori per ottenere il giusto compromesso tra qualità e prezzo e cercando sempre di privilegiare le esperienze rispetto al puro relax.

Destinazione Avventura è lo spazio dove condividiamo con voi consigli pratici, itinerari creativi, escursioni imperdibili e letture tematiche, con l’obiettivo di suggerirvi quanto di meglio possano offrire le località che abbiamo già visitato di persona: borghi incantevoli, spiagge isolate, paesaggi rurali, centri urbani o magari qualche libro che abbiamo letto e ci ha dato le dritte giuste per affrontare un nuovo viaggio.

Buon viaggio!

Borghi fantasma in Italia

10 borghi fantasma in Italia (che non fanno paura)

Abitiamo in un Paese ricco di gemme architettoniche e città d’arte che tutto il mondo ci invidia. Eppure a volte dimentichiamo quanto siamo fortunati.

Oggi ci piacerebbe allontanarci dalle solite rotte per andare a scoprire i piccoli borghetti, a volte dimenticati e abbandonati (o quasi),  sparsi per tutta la nostra penisola, altrettanto affascinanti e con tante storie da raccontare: da calamità naturali, a migrazioni, a epidemie e guerre fino a varie leggende che ne hanno causato lo spopolamento.

Pezzi d’Italia la cui sparizione comporta non solo la perdita di  un pezzo di storia ma anche di potenziali ricchezze turistiche e abitative.

Il fenomeno dei cosiddetti “paesi fantasma” riguarda soprattutto il centro-sud e le zone appenniniche, dove lo spopolamento è avvenuto soprattutto in concomitanza con la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando gli abitanti si spostarono nelle grandi città per cercare lavoro, abbandonando gli antichi borghi che un tempo erano stati scelti proprio per la loro posizione strategica e in grado di proteggere chi vi abitava.

Ce ne sono tantissimi in Italia (se ne contano circa 6.000), abbandonati da anni, ma che meritano sicuramente un viaggio: luoghi capaci di avvolgere il visitatore in una magica atmosfera dove la natura e il silenzio hanno preso il sopravvento, trasformando le costruzioni abbandonate in affascinanti rovine; dove si ha quasi l’impressione di essere catapultati in un mondo parallelo, così lontano dai suoni e dai rumori delle città a cui ci siamo in fondo un po’ troppo abituati.

La regione italiana che detiene il primato per la presenza di borghi abbandonati è la Toscana (19), al secondo posto il Piemonte (17), al terzo posto, a pari merito, Liguria e Sardegna (16).

Il dato interessante è che tutte le regioni hanno almeno un borgo abbandonato, nessuna è esclusa.

Ora sei davvero pronto a scoprire i “borghi fantasma” più belli d’Italia : lasciati avvolgere dal silenzio, interrotto soltanto dal vento che diventa la voce dell’assenza, la voce di chi è partito lasciando in questi luoghi perduti un pezzo di sé.

 

1. [CALABRIA] PENTEDATTILO

Pentedattilo

Case abbandonate, giardini incolti, stradine senza rumori, in cui il silenzio è interrotto al massimo dall’abbaiare di qualche cane: è così che vi accoglie Pentedattilo (il nome deriva dai cinque spuntoni di roccia che lo sovrastano che ricordano la mano di un gigante).

Incastonato nelle montagne dell’Aspromonte, in una Calabria lontana dal mondo, nell’Ottocento fu teatro di un veloce spopolamento dovuto alla pericolosità dello sgretolamento della roccia dopo vari alluvioni e terremoti che avevano reso la permanenza nel borgo sempre più difficile.

Per fortuna, però, oggi sta tornando in vita grazie all’apertura di botteghe artigiane e ad eventi culturali come il “festival itinerante Paleariza”, il “Pentedattilo Film Festival” (dedicato alla proiezione di cortometraggi provenienti da tutto il mondo) e l’inaugurazione, nel 2012, del Mutrap, un museo dedicato alle tradizioni contadine del paese.

 

2. [LAZIO] CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita di Bagnoregio

Il suo soprannome, “la città che muore “, ormai famoso in tutto il mondo, le fu dato da uno dei suoi illustri abitanti del passato, lo scrittore e autore Bonaventura Tacchi.

Isolata e raggiungibile soltanto attraverso un ponte costruito nel 1965 percorribile a piedi, Civita di Bagnoregio si trova nella valle dei Calanchi in provincia di Viterbo ed è entrata a far parte (meritatamente, secondo noi) della lista dei Borghi più belli d’Italia.

Lo spopolamento avvenne tra il 1600 e il 1700 a causa dell’erosione che la stava facendo crollare, e dei numerosi terremoti che la colpirono, in particolare quello del 1794 che costrinse la quasi totalità della popolazione a spostarsi nella vicina Rota.

Passeggiando per le stradine in pietra, abitate stabilmente solo da una dozzina di persone ormai, rimarrete incantati ad ammirare le tante case medievali rimaste intatte, la chiesa di San Donato che si affaccia sulla piazza principale, un mulino del XVI secolo e la casa natale Bonaventura.

 

3. [BASILICATA] CRACO

Craco

Scelta da molti registi come set cinematografico per via della sua forza evocativa e i panorami mozzafiato ( “La passione di Cristo” con Mel Gibson, “Cristo si è fermato ad Eboli” con Gian Maria Volontè, “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo), questo imperdibile paese disabitato sospeso nel tempo è capace di attrarre ogni anno migliaia di turisti.

L’abbandono del paese cominciò nel 1963 a causa di smottamenti che fecero crollare molti edifici, fino al 1975 quando ormai non vi abitava più nessuno. Oggi, questo incantevole borgo medievale in provincia di Matera (capitale della Cultura 2019) riprende vita solo durante le visite guidate organizzate dal Comune lungo un itinerario messo in sicurezza.  Non è, infatti, più possibile aggirarsi tra i ruderi senza una guida, per via dei possibili crolli.

Inoltre, Craco, grazie alla sua bellezza, è stato inserito nella lista dei monumenti da salvaguardare del “World Monuments Fund”, un’associazione no-profit privata che si occupa della conservazione e del recupero di importanti monumenti di tutto il mondo.

 

4. [LOMBARDIA] CONSONNO

Consonno

Adagiato sulle colline della Brianza in Lombardia, in provincia di Lecco, Consonno è il frutto di una storia incredibile e tragica allo stesso tempo; visitarlo significa regalarsi un’esperienza surreale e indimenticabile.

Tutto il borgo, un tempo dedito all’agricoltura e alla produzione di castagne, venne acquistato e poi demolito da un folle imprenditore per realizzarvi un’ improbabile città dei divertimenti, una sorta di “ Las Vegas ”, o paese dei balocchi con un grande centro commerciale poco distante da Milano.

E così furono innalzati una galleria commerciale arabeggiante, una pagoda cinese, un castello medievale come porta di ingresso e un grande albergo di lusso, l’Hotel Plaza.

Venne addirittura spianata la collina di fronte al paese per migliorare la vista panoramica verso il Resegone. Ma questa follia però non aveva fatto i conti con la natura: infatti a causa di alcune frane che spazzarono via la nuova strada che la collegava con il centro di Olginate, il progetto cadde nell’oblio ancor prima di essere completato.

 

5. [LIGURIA] BUSSANA VECCHIA

Bussana Vecchia

Se cercate un vero e proprio museo a cielo aperto, dovete recarvi in Liguria, a Bussana Vecchia, a solo 8 km dalla bella Sanremo.

Il 23 febbraio 1887 questa città fu gravemente danneggiata da un forte terremoto durante il quale molti abitanti persero la vita. I superstiti vissero in alloggi di fortuna a ridosso del villaggio per i successivi 7 anni, finchè venne definitamente abbandonata.

La sua rinascita cominciò durante i primi anni ‘60 quando Clizia, scultore torinese, assieme al pittore Giuffrè lanciò l’idea della comunità internazionale degli artisti: un luogo dove ogni tipo di artista avrebbe potuto vivere dedicandosi completamente al proprio lavoro.

Oggi a Bussana ogni singola abitazione, strada o angolo è un’opera d’arte, un posto da visitare, con un’atmosfera unica. Innumerevoli botteghe e atelier attirano ogni giorno migliaia di turisti, incantati da questa magnifica isola pedonale.

 

6. [LIGURIA] BALESTRINO

Balestrino

Un altro interessante luogo che merita sicuramente una visita è Balestrino, un borgo medievale a pochi km da Savona e dal mare.

Camminando per le sue vie si ha la sensazione di addentrarsi in un mondo post-apocalittico, dove la vita all’improvviso si è fermata, così come l’orologio della chiesa del paese rimasto fermo all’ora del terremoto.

Nel 1850 dopo un tremendo sisma il paese iniziò progressivamente a spopolarsi, fino ad essere abbandonato completamente nel 1963 dopo varie frane e smottamenti, per dar vita a valle un nuovo borghetto.

Così come Craco, anche quest’ultimo è stato scelto come set cinematografico di un film americano che ha riscosso notevole successo, “Inkheart- la leggenda di cuore d’inchiostro”, diretto da Iain Softley.

 

7. [BASILICATA] CAMPOMAGGIORE VECCHIO

Campomaggiore Vecchia

“Città dell’utopia”:  è così che questo paesino (il più piccolo della Basilicata) veniva chiamato nel lontano 1741 ed è facile capirne il perché.

Il conte Teodoro Rendina provò a realizzare un progetto incredibile, un luogo in cui tutti gli abitanti avrebbero convissuto in condizioni di eguaglianza: a ogni famiglia sarebbe stato affidato un terreno da coltivare e dove costruire a casa, ad una condizione, ovvero non si poteva tagliare un albero senza piantarne altri tre.

L’idea ebbe successo ma vita breve : più di 1500 persone si trasferirono nel borgo ma dopo poco più di un secolo, però, il paese fu travolto da una frana.

Oggi sono rimaste le costruzioni semidistrutte e uno spettacolo teatrale che racconta in estate com’era la vita a Campomaggiore Vecchio.

 

8. [CALABRIA] ROGHUDI

Roghudi

Il borgo abbandonato di Roghudi (il nome deriva dal greco “rogòdes“, pieno di crepacci o da “rhekhodes“, aspro), costruito interamente su uno sperone di roccia,incastonato tra le montagne, si trova in provincia di Reggio Calabria, sulle pendici meridionali del parco dell’ Aspromonte e regala paesaggi mozzafiato.

Abitato sin dal 1050 da circa 1600 persone, venne poi abbandonato a seguito di due terribili alluvioni, avvenute rispettivamente nel 1971 e nel 1973.

Una particolare caratteristica di questo borgo sono i grossi chiodi conficcati nelle pareti che si notano all’interno delle abitazioni. La loro funzione vi stupirà: le donne vi assicuravano cordicelle che legavano alle caviglie dei più piccoli affinché non precipitassero nel burrone. In questi luoghi, carichi di mistero, le leggende si sprecano: per esempio, secondo gli anziani del posto, nella contrada di Ghalipò vivevano le Andrade, donne con piedi a forma di zoccoli. Il loro scopo era quello di attirare le donne del paese verso il fiume per ucciderle e accoppiarsi con gli uomini del villaggio; per scongiurare questa minaccia si dice però che le donne fecero costruire tre ponti, ancora oggi esistenti.

 

9. [CAMPANIA] SAN SEVERINO DI CENTOLA

S.Severino_di_Centola

All’interno del parco nazionale del Cilento, abbarbicato su uno sperone roccioso a ridosso del fiume Mingardo e affacciato su quella che è conosciuta come Gola del Diavolo, troviamo il borgo medievale di San Severino di Centola.

Lo spettacolare paesaggio che si gode da questo privilegiato punto di osservazione è un valido motivo per una passeggiata al paese e vi ripagherà della fatica della salita. Qui le cause dell’abbandono sono da ricercare nell’epidemia di peste che afflisse la popolazione nel 1624 (fu in questa circostanza che la chiesa, di cui oggi rimangono i ruderi, fu consacrata alla Madonna degli Angeli, protettrice contro il morbo) e in alcuni motivi economici, in quanto la particolare posizione del villaggio, arroccato sul dirupo, ha provocato la lenta e costante diminuzione del numero di abitanti nel corso dei secoli, fino a mettere in ginocchio l’economia del paesino, basata, come si può facilmente immaginare, sull’agricoltura.

Il vero spopolamento di San Severino cominciò nel 1888 quando, in seguito alla costruzione della linea ferroviaria, gli abitanti cominciarono a spostarsi a valle.

Oggi però , grazie all’associazione “Il borgo” , il paesino sembra riprendere lentamente vita: la chiesa situata in cima alla rupe è stata ristrutturata come pure la piazzetta ad essa antistante, utilizzando lo spazio per eventi e rappresentazioni, tra cui quella del presepe vivente

 

10. [LOMBARDIA] SAVOGNO

Savogno

Potremmo definirlo “il paradiso dell’ecoturista”. Questo particolare borgo è raggiungibile solo a piedi e lungo una ripida mulattiera di 2800 gradini.

Ci troviamo a Savogno, in Valtellina, sopra le Cascate dell’Acquafraggia, a solo un paio d’ore da Milano. Questo delizioso borgo medievale conserva ancora mura in pietra, loggiati in legno, le stalle, il torchio per l’uva, le fontane e il forno per il pane: una bolla rimasta fuori dal tempo dove girare tra vicoli e stradine di ciottoli.

Di notevole interesse è l’antica chiesa parrocchiale datata 1465 dedicata a San Bernardino , che presenta interessanti affreschi del periodo e un campanile di forme rinascimentali.

Il borgo venne definitivamente abbandonato a partire dal 1968 a causa del progressivo spopolamento dell’area a vantaggio di paesi più a valle e facilmente accessibili.

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